| | Tags: | furry, movie | | Subject: | La bussola d'oro | | Time: | 08:55 pm |
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| Alcune note relative al recente film "La bussola d'oro". Contengono anche moderati spoiler.
- Il romanzo e' lungo e zeppo di eventi, per cui e' impossibile compattarlo in un film di due ore, sarebbero servite forse cinque o sei ore di film. In molti punti il film mi ha dato spesso la brutta impressione di essere come in *fast forward*. Molte parti sono state tagliate, scorciate, velocizzate, ecc. Il risultato e' talvolta ai limiti del ridicolo. Questo penso sia il difetto principale del film. Per colpa di tali scorciamenti hanno tolgo anche varie cose interessanti, ecc, rendendo il film poco piu' di un popcorn-movie (mentre il romanzo pur essendo per adolescenti non ha contenuti generalmente banali). - Nel romanzo e anche nel film ci sono molti eventi estremamente violenti, battaglie, scontri violenti tra orsi corazzati, ma nel film non si vede mai sangue, anche dove naturalmente dovrebbe essercene. Presumo lo abbiano fatto perche' e' rivolto a bambini/giovani, ma cosi' non diventa meno violento, si elimina solo uno degli effetti "visibili" della violenza; i morti e il dolore non cambiano. - Nel film l'orso protagonista dice che loro respirano la guerra, sono fatti per la guerra, ecc. Ma nel romanzo gli orsi erano meno focalizzati sulla guerra e meno guerrafondai. Nel film quindi tali orsi paiono piu' scemi. - Hanno tagliato una tappa intermedia di un lungo viaggio, per cui ad un certo punto la protagonista umana esegue il compito impossibile di percorrere migliaia di chilometri di viaggio in pochi minuti di film. E' una impossibilita' geografica che nel romanzo e' assente. (E' stato un amico a farmela notare perche' bisogna conoscere un po' di geografia planetaria per accorgersene). - Nel romanzo la protagonista e' randagia (e probabilmente mora e bruttina), nel film e' simil-bionda e dai capelli lunghi e belli. - Nel romanzo l'orso si vanta di avere una armatura grezza (non dorata. Il metallo degli orsi e' il ferro, dicono), mentre nel film pare molto bella e pare anche tutta intarsiata (come la protagonista umana). - Nel film si dice che l'armatura dell'orso e' insostituibile, ma nel romanzo si spiega che e' semplicemente difficile trovare la materia prima per farla, non e' cosi' insostituibile. - Nel film gli insetti mossi da uno spirito hanno anche un pungiglione soporifero, che nel romanzo credo non abbiano, e lo usano per stordire la donna. - I daemon sono carini, non hanno molta personalita', ma sono sufficientemente adeguati allo scopo. In una scena del film si vedono tre daemon-lupo che tirano una slitta con finimenti da cane da slitta, una idea carina che mi pare assente nel romanzo. - Nel romanzo si parla di Chiesa e Dio, nel film di Magisterium e Autorita'. - Nel film si dice che il Magisterium potrebbe volere estendere il suo dominio sulle menti delle persone di tutte le dimensioni possibili, cosa che mi pare nel romanzo sia assente. - Nel film si dice anche qualcosa riguardo al fatto che la polvere e' una specie di maledizione dell'Autorita' quando gli umani hanno fatto qualcosa di male (tipo peccato originale), ma mi pare nel romanzo questa cosa non sia presente. - A me gli orsi parlanti del film piacciono abbastanza, sono grossi e adeguati, e hanno un vocione molto basso e adatto. - Nel film palloni aerostatici, zeppelin, e automobili sono mossi da un motore rotante luminoso che e' solo "eye candy" per il film, assente nel romanzo. Avrei preferito non ci fosse.
Ricordo che un bel po' di tempo fa ho anche scritto due racconti ambientati vagamente contesto della Bussola d'oro, che possono venire trovati nella sezione racconti del mio sito: http://www.fantascienza.net/leonardo/le/pervertiti.html http://www.fantascienza.net/leonardo/le/mezzo_morto.html | comments: Leave a comment  |
| | Tags: | movie | | Subject: | Film sulla Bussola d'oro | | Time: | 11:17 am |
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| E' iniziata la produzione del film de "La Bussola d'oro": http://www.imdb.com/title/tt0385752/
Questo e' ad esempio il modo in cui si presentano i produttori di tale film:
http://www.darkmaterials.com/adap2-1.htm
<<Scholastic Entertainment Inc. (SEI) is the entertainment and media division of Scholastic Inc., the global children's publishing and media company. Scholastic Entertainment is a leading producer of quality, family-oriented television programming, feature films, videos, and Web sites,...>>
Il che puo' andar bene per un film sui puffi, ma questo e' un romanzo si' per adolescenti, ma e' anche ferocemente e visceralmente anticlericale, anticattolico, e anti-dio, per cui mi aspetto che diventi un film che piu' "castrato" di cosi' non si puo'.
Visto che gran parte (o tutti?) dei romanzi decenti sono diventati film "castrati" o del tutto travisati (Earthsea, I Robot, Guida galattica, ecc ecc), l'autore sembra abbia pensato bene di non farsi venire i bruciori di stomaco e evitarsi subito ogni problema:
http://www.darkmaterials.com/adap2-2.htm
>Philip Pullman has distanced himself from any involvement in the movies. Pullman has repeatedly espoused the view of "take the money and run" and stated that he has only a very limited interest in how the movies develop.<
Credo che faccia bene, visto che solo l'autrice (Rowling) delle storie di Potter ha abbastanza *potere* da riuscire a fare film almeno vagamente simili a quali erano le intenzioni, scopi e senso del romanzo da cui sono nati. Quasi tutti gli altri scrittori si sono mangiati il fegato e strappato i capelli, e alla fine non hanno comunque ottenuto niente.
Un caso notevole e' stato quello con "I, robot", il cui film trasmette dei concetti proprio contrari a quelli per cui e' stata scritta la raccolta di racconti a cui e' ispirato (che Asimov spiega chiaramente nell'introduzione).
Col film "Contact", nonostante travisamenti, alterazioni, parti essenziali eliminate (come il bellissimo finale del romanzo che nel film e' stato tagliato del tutto via), aggiunte anche qui di idee opposte a quelle che voleva trasmettere l'autore Sagan (sulla fede), il risultato e' stato almeno un film vedibile.
E' meglio essere realisti, ormai da qualche tempo ho rinunciato a trovare buone trasposizioni cinematrografiche hollywoodiane di romanzi SF e affini.
Altre informazioni: http://www.badtaste.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3097
Altre informazioni molto interessanti: http://www.badtaste.it/modules.php?name=News&file=print&sid=209
Due citazioni da quest'ultima pagina:
>"La New Line, come tutte le case di produzione, è interessata al ritorno economico ed è preoccupata del potenziale anti-religioso che lo renderebbe difficile da finanziare. Weitz ammette di dover conciliare lo spirito del libro con le paure degli Studios; cercherà di far prevalere la prima componente, ma è probabile che termini come "Chiesa" non compariranno mai. Si parlerà sempre di Magisterium, lasciando che lo spettatore colga il messaggio. Inoltre, HDM non è un lavoro "estetico", ma universalmente spirituale. Non è da intendere come un attacco alla religione, ma al suo sistema gerarchico e imperativo."<
Ovviamente la trilogia e' un'attacco alla religione (e in particolare ai romanzi su Narnia).
>"ma è possibile che alcune distanze vengano accorciate. Ad esempio Lord Asriel verrà imprigionato nel palazzo di Iofur, non all'estremo Nord. Questo eviterà spostamenti che potrebbero solamente rallentare la narrazione"<
Gia' questo e' sufficiente per far cambiare il carattere degli orsi e ridurre il potere di Lord Asriel... | comments: 3 comments or Leave a comment  |
| | Tags: | movie | | Subject: | Film "Il grande silenzio" | | Time: | 12:57 am |
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| Ho appena visto la prima meta' del film-documentario "Il grande silenzio" (Die Grosse Stille) di Philip Groning (Philip Gröning): http://www.diegrossestille.de/english/index.html
Sito Italiano: http://www.metacinema.it/silence/meta_silence.html
Tutto il film e' una specie di allucinazione, descrive la vita di un tipo particolare di monaci di claurura, tutti maschi. La loro vita e' nel silenzio, preghiera, e poco piu'. Nella prima meta' del documentario il massimo della vitalita' la danno alcuni gatti che vivono in una specie di stalla vuota.
E' un film estremamente silenzioso, in pratica non parla mai nessuno, eccetto casi rarissimi. A me piacciono i film silenziosi, che danno il tempo di pensare o di apprezzare scene naturali. Tali persone vivono in un ambiente poverissimo che non e' molto diverso da quello che sarebbe potuto esistere nel Medioevo o almeno parecchi secoli fa (eccetto un ufficio dove e' presente un computer portatile e luce elettrica, alcune mazze moderne usata un vecchio, un bastone da ciechi moderno, e poco altro). Sono persone abbastanza libere, nel senso che non ci sono mura che le imprigionano. Credo abbiano subito delle costrizioni, magari da bambini, che hanno interiorizzato, e che poi qui gli vengono ribadite nel noviziato.
Vedendoli, vedendo la loro quasi assoluta passivita' (anche se magari stanno pregando silenziosamente), i loro movimenti lenti e meditati, l'assoluto silenzio che circonda tutto, interrotto solo dal suono di qualche lontano uccello invernale o dalle campane, il tutto oltrettutto attutito dalla spessa neve invernale accumulata all'esterno, e vedendo il meraviglioso ambiente naturale in cui vivono (tra le montagne, d'estate ricco di vita vegetale, foreste non solo d'abeti, uccelli, cieli molto belli e limpidi, ecc), non facevo che pensare ai loro mitocondri, al loro sistema immunitario perennemente impegnato in una guerra senza quartiere contro gli onnipresenti patogeni, alle trasmissioni di potenziali d'azione nei loro nervi e nelle cellule del loro cervello, o ai flussi di elettroni nelle giunzioni dei transistor contenuti nei chip del portatile IBM che si e' visto usare per qualche secondo, alle centinaia di algoritmi molto complessi presenti in tale Windows e nei vari programmi installati, alle cellule che digeriscono pezzi rotti di globuli rossi nel fegato, ai loro tRNA che si agiscono in frazioni di millisecondo, a tutto tale movimento frenetico che continuamente ripristina e sostiene le loro cellule, diretto da un DNA evolutosi grazie al sudore, lotta e sangue di innumerevoli generazioni di umani e umanoidi che li hanno preceduti.
Loro immersi nell'apparente silenzio, non si riproducono (forse non si masturbano neanche), non parlano, in pratica non pensano quasi, e pregano. Per gran parte del giorno svolgono dei rituali estremamente ripetitivi e inutili, per annullare i loro desideri, pensieri, e donarsi completamente a qualcosa che forse non esiste o forse esiste ma forse non si cura di loro. Tutto cio' contemporaneamente e grazie solo alla lotta e azione frenetica, che gran parte di loro probabilmente ignora, che avviene ininterrottamente nei loro corpi, per sostenerli, e impedire (rimandare) il decadimento entropico della materia e informazione di cui sono fatti.
Sono sicuro che anche gran parte dei credenti cattolici non potrebbe tollerare una vita come la loro. In effetti per certe persone la loro vita potrebbe sembrare un incubo quasi peggiore della morte, ma vanno rispettati nelle loro scelte. Questo documenterio e' interessante perche' loro sono ad uno degli estremi del comportamento umano (che consideriamo ancora accettabile). Alcune persone possono apprezzare questo documentario per le sue intense qualita' di ispirazione religiosa, o anche solo meditative, ma io mi sono un po' stupito nell'accorgermi che ero incapace di vedere questo film anche da questi ultimi punti di vista. Probabilmente per me erano troppo alieni per potermi immedesimare, cosa che invece mi riesce vedendo ad esempio un documentario naturalistico sulla vita delle martore e ghiottoni. Riuscivo solo a vedere tali persone come macchine biologiche dai comportamenti incomprensibili e vuoti.
Sarebbe sicuramente interessante studiare e capire (se non e' gia' stato fatto) il passato di questi monaci, e cosa li ha spinti, a partire dalla loro infanzia, a passare poi gran parte della loro vita in questa condizione. Chissa' se ci sono frequenti storie di abusi o problemi infantili.
E' possibile che degli psicologi giudichino il comportamento di tali persone almeno in parte come patologico e disfunzionale. Ma a me nello stile di vita che si sono scelti paiono funzionali, hanno una vita lunga, e ad esempio non ho notato monaci bulimici o anoressici o affetti da altri problemi paragonabili. Sembrano avere una vita abbastanza sana (anche se non del tutto, alcune cose sarebbero migliorabili, ad esempio non inquinare liberando all'esterno acqua saponosa, non usare pentole e piatti di alluminio, aggiungere piu' ferro alla dieta, fare piu' moto, ecc). E' anche possibile che qui persone con evidenti problemi psicologici o comportamentali non siano visibili perche' vengono allontanate.
Agli occhi di un chakasa credo che questi monaci risulterebbero persone molto strane, forse potrebbero ritenere la loro condizione tanto patologica da volerli "curare" in qualche modo. | comments: Leave a comment  |
| Invece di scrivere una scheda su questo film, come ce ne sono altre sul mio sito, provo a inserire queste note nel blog.
Ho visto questo film (titolo original "Eternal Sunshine of the Spotless Mind"), e' interessante e lo consiglio alle persone che apprezzano film intelligenti, come "Essere john malkovich" o "Ricomincio da capo". Il coprotagonista Jim Carrey e' molto bravo, mostra di saper fare anche film intellettuali. E' un film a prima vista complicato, ma dopo un po' la trama e gli eventi risultano ben comprensibili e abbastanza lineari. Penso che inventare e realizzare le scene e le piccole idee visuali contenute in questo film sia stato abbastanza complicato e abbia richiesto molto lavoro, dato che sono molte, ben pensate, e ben realizzate.
Le note che seguono sono un po' spoileranti, comunque non dovrebbero essere capaci di rovinare la visione del film.
S
P
O
I
L
E
R
Cominciando dai lati negativi, una cosa che ho disprezzato e' un dettaglio abbastanza piccolo, cioe' il fatto che verso la fine del film la impiegata distribuisce a tutti le cassette delle registrazioni perche' secondo lei quello che fa la sua ditta e' inguisto. Trovo questo sbagliato sia nella storia che letterariamente parlando. Infatti da un punto di vista nella storia, le persone che si erano sottoposte alla cancellazione erano volontarie [a meno che anche loro a meta' cancellazione non si fossero opposte, ma nulla nel film lo lascia supporre, anche se le reazioni del protagonista maschio mi paiono del tutto naturali, per cui e' molto strano che finora sia andato tutto bene. Molti dei film come questi presentano come "caso speciale" una persone che in realta' pare reagire in modo molto normale, per cui problemi come quelli dei protagonisti sarebbero dovuti emergere fin dalle prime due o tre persone trattate], nessuno le aveva costrette (perfino la segretaria era stata una volontaria, cosa un poco strana, forse lo fece per non perdere il lavoro) e probabilmente avavano anche letto e firmato un documento nel quale si spiega che qualunque ricordo di situazioni affettive ha sia lati negativi che positivi, e il processo li cancella entrambi, e quindi che ci pensino molto bene prima di decidere se cancellare tutto. Se tali persone clienti hanno deciso di cancellare una parte della memoria, sia che siano amori falliti, brutti ricordi, persone morte, dolori, esperienze pessime come traumi o stupri, esse hanno il diritto di farlo, e lei non ha nessun diritto di fargli ricordare a forza cio' che essi non vogliono. Ogni persona ha il diritto di gestire la propria memoria come preferisce, dato che se c'e' una cosa personale, sono proprio le memorie. Anche da un punto di vista extratestuale ritengo tale dettaglio (la distribuzione finale delle cassette) sbagliato, ricorda un bambino piccolo che ha costruito un castello di cubi e che quando viene chiamato dalla mamma usa l'ultimo secondo a disposizione per distruggere tutto quello che aveva costruito. Lo ritengo un modo molto infantile di fare film o di inventare storie. Chi le ha create non ha neanche il coraggio di cambiare la realta' con la sua storia, e deve trovare un espediente per far tornare tutto normale (cioe' in questo caso per ripristinare un po' le memorie di tutti i clienti e far probabilmente fallire la ditta di cancellazione, per quasi inevitabili denunce).
E' giusto cancellare memorie? Se la cosa viene fatta liberamente, da adulti che sono consapevoli di cosa stanno facendo, e se non avesse troppi effetti collaterali o rischi (cioe' in pratica come si vede nel film), credo che sia accettabile. A livello clinco capita spesso di avere pazienti che hanno avuto esperienze traumatiche che sarebbe meglio cancellare. In effetti e' gia' allo studio (forse e' quasi pronto) un farmaco che somministrato dopo un evento traumatico cancella la memoria a medio termine, in questo modo si perde memoria dell'evento traumatico (ad esempio uno stupro), e la guarigione psicologica puo' essere molto piu' veloce (ovviamente possono esserci dei problemi, ad esempio la vittima forse non riconosce piu' l'aggressore, che in teoria potrebbe quindi aggredire di nuovo la vittima, ecc).
Per quando riguarda il modo che viene mostrato nel film per cancellare ricordi, direi che a' soft-SF :-)
Il film non affronta un problema che invece e' presente. E' possibile che alla fine un qualche modo pratico per cancellare la memoria selettivamente possa venire inventato, ma non sara' facile perche' in un cervello le memorie sono immagazzinate sotto forma di reti. Togliendo un nodo da una rete e' facile scoprire la presenza di un buco, per cui bisogna recidere anche i collegamenti a tale nodo, ma cosi' facendo si ottiene un buco ancora piu' ampio e ben visibile. Di questo problema della cancellazione dei ricordi umani ne parla un po' Daniel Dennett in un articolo. Inserire dei nuovi ricordi (come in Total Recall) mi pare ben piu' facile che cancellarne efficacemente qualcuno.
E in effetti un po' anche nel film si vede che per cancellare alcune cose e' stato necessario cancellare anche quelle limitrofe, ad esempio il protagonista maschio al secondo primo incontro non ricordava piu' neanche la canzone con Clementina.
La (una delle) tesi del film e' che una relazione affettiva con una persona, anche quando fallisce ha comunque (spesso?) sufficienti lati positivi da non meritare di venire dimenticata in blocco. Il che mi pare sensato. Anche i cittadini delle Polis di Egan sono IA e possono probabilmente dimenticare in qualche modo, ma in generale direi che una esperienza affettiva, anche quando fallisce, e' un'occasione di crescita (infatti talvolta dopo aver lasciato un partner, col successivo si cerca di non ripetere gli stessi errori, di correggere alcuni dei propri difetti, ecc9, o perlomeno e' un periodo di vita trasorso, e quindi un'esperienza importante, che se viene cancellata diventa veramente tempo perso. Anche nel caso di una esperienza brutta, come la morte di un parente, un cane o un amico, mi pare sbagliato cancellare tali ricordi, dato che sono comunque parte dell'esperienza umana, nascondere la realta' e i fatti orribili della vita non sempre e' positivo. Anche il dolore puo' essere un'occasione di crescita, di cambiamento, un modo per vivere una vita. Per cui la cancellazione delle memorie mi pare sensata solo in casi particolari, comunque ritengo che questi casi particolari esistano, per cui un trattamento del genere potrebbe avere delle applicazioni molto utili e benefiche in ambito psicologico e spichiatrico.
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Aggiunta del 3 maggio 2006:
Mi hanno detto che questo film in effetti glissa su alcuni problemi pratici del cancellare la memoria. Queste sono alcune mie note al riguardo:
- La memoria animale e' soprattutto relativa ai dati che ci forniscono i sensi e alle emozioni che abbiamo provato. - Ogni senso ha almeno un pezzo di cervello che lo fa funzionare. - Il ricordo di un evento reale e' quasi sempre un insieme di percezioni sensoriali diverse, vista, olfatto, ecc. Ogni area sensoriale ricorda la "fetta" che le compete, per cui il ricordo di una festa di compleanno e' sparsa in molti punti del cervello (nel film cio' veniva reso, si mostravano vari punti separati per ciascun ricordo). - La memoria e' probabilmente codificata dalla presenza o meno di sinapsi, dal loro "peso", piu' altre cose un po' meno importanti. Ma ad esempio se guardiamo la situazione da un livello piu' alto, le aree olfattive codificano i ricordi in modo molto diverso (attrattori stabili in sistemi dinamici che fanno il girotondo), un modo quasi "olografico". In tal caso non esiste un singolo gruppetto di neuroni che possono venire modificati facilmente per rimuovere un dato ricordo olfattivo. - Uso il termine "olografico" in senso figurato, nei casi in cui una data informazione sia codificata in modo abbastanza diffuso in un qualche supporto o fenomeno. Questo riferimento all'"olografia" non ha niente a che vedere con le reti di ricordi di cui parlavo nella precedente email. - E' probabile che aree diverse del cervello usino strategie un po' diverse per ricordare. E' probabile che alcuni dati sensoriali vengano ricordati con un metodo molto olografico, e altri con un metodo poco olografico, ma credo che un po' di "diffusione" dell'informazione sia sempre presente. Questo rende difficile la cancellazione cosi' selettiva della memoria. | comments: Leave a comment  |
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